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	<title>Salva la Sperimentazione Animale - Ricerca Scientifica</title>
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		<title>Tutela animale, ricerca e l’«Isola che non c’è» dei metodi alternativi</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2016 10:00:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe De Salvin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Si è svolto presso l&#8217;Istituto superiore di sanità (Iss) un convegno su «Tutela animale e qualità della scienza». Nel suo benvenuto, il presidente Walter Ricciardi ha illustrato come l&#8217;Iss abbia fatto fronte all&#8217;enorme mole di lavoro conseguente al recepimento in Italia (Dl 26-2014) della Direttiva Eu sulla sperimentazione animale. Obbiettivo dell&#8217;Iss è quello di offrire nel campo [&#8230;]</p><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it/tutela-animale-ricerca-e-lisola-che-non-ce-dei-metodi-alternativi/">Tutela animale, ricerca e l’«Isola che non c’è» dei metodi alternativi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it">Salva la Sperimentazione Animale - Ricerca Scientifica</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Si è svolto presso l&#8217;Istituto superiore di sanità (Iss) un convegno su «Tutela animale e qualità della scienza». Nel suo benvenuto, il presidente Walter Ricciardi ha illustrato come l&#8217;Iss abbia fatto fronte all&#8217;enorme mole di lavoro conseguente al recepimento in Italia (Dl 26-2014) della Direttiva Eu sulla sperimentazione animale. Obbiettivo dell&#8217;Iss è quello di offrire nel campo della salute umana evidenze scientifiche come base delle decisioni politiche in un settore così delicato e cruciale. Posizione, questa, pienamente condivisibile, e indispensabile per contrastare i cultori dell&#8217;ignoranza (Stamina, i vaccini causano l&#8217;autismo, gli alimenti geneticamente modificati causano malattie, la chemioterapia uccide, etc), sempre in agguato nel nostro paese.</p>
<p>Luisella Battaglia (Consiglio nazionale di Bioetica) ha lamentato come dal dibattito bioetico sia assente la sperimentazione animale, non solo in termini di definizione del limite, ma anche rispetto alla liceità etica della pratica. Se questa viene accettata, il principio delle 3R (Reduction, Refinement, Replacement) diviene un un riferimento accettabile, cui va affiancata l&#8217;obiezione di coscienza e l&#8217;attivazione di corsi sui cosiddetti “metodi alternativi”, per i quali non esisterebbero risorse finanziarie. Posizione, questa, sostenuta anche da Gianluca Felicetti (Presidente Lav), che ha anche rimproverato alla comunità scientifica di essere restia ad accettare seppur minime proposte di modifica della Direttiva Eu, come il divieto (tutto italiano) sull&#8217;uso degli animali per ricerche su xenotrapianti e sostanze d&#8217;abuso. In quanto alla procedura d&#8217;infrazione aperta dall&#8217;Eu contro l&#8217;Italia proprio a causa di ciò, chi vivrà vedrà&#8230;Ricordiamo però come ogni anno in Italia nascano circa 200.000 bambini con sindrome da astinenza neonatale, a causa della tossicodipendenza delle madri.</p>
<p>Chi scrive ha discusso il rapporto tra qualità della scienza e benessere animale, sul quale si fondano i moderni sistemi regolatori internazioni. La qualità della scienza è basata sull&#8217;esercizio del dubbio, un tema di antico rilievo filosofico, che acquista valenza scientifica nella discussione del ’900 sostenuta da Wittgenstein, Popper, Kuhn, e che pone al centro del fare scientifico il principio della falsificabilità dei paradigmi. L&#8217;altro termine dell&#8217;equazione, il benessere animale, va fondato sul rispetto dell&#8217;omeostasi dell&#8217;organismo, il principio fondamentale della fisiologia degli esseri viventi, formulato in termini moderni da Walter B. Cannon come insieme di meccanismi dinamici volti alla autoregolazione dell&#8217;equilibrio fisiologico. Alla sorgente di ciò sta il concetto di mantenimento del milieu interieur (ambiente interno) di Claude Bernard, il padre della medicina sperimentale.Tuttavia, l&#8217;equazione qualità della scienza uguale benessere animale richiede il contributo dei sistemi regolatori.</p>
<p>A tal proposito, il ministero della Salute ha rivendicato, con Ugo Santucci (Direttore Ufficio VI), il grande lavoro svolto su trasparenza dei dati, linee guida per le richieste di autorizzazione e anche riconosciuto come i 70 giorni in media per il loro rilascio rappresentano una criticità da risolvere. È stata istituita la banca dati nazionale, l&#8217;anagrafe nazionale degli stabulari, informatizzata la rendicontazione annuale all’Europa, creato il tavolo sui “metodi alternativi”.</p>
<p>Rodolfo Lorenzini, curatore scientifico del meeting, ha illustrato il ruolo ed il lavoro svolto dall&#8217;Iss, il “carico” (aumento del 500% dei progetti ricevuti) della transizione da una valutazione di tipo sintetico a una di tipo analitico (post DLvo 26-2014), il numero di pareri dati (3.476), quelli favorevoli (2.800) espressi. È stata illustrata la struttura e la logica delle schede valutative offerte ai revisori dei progetti, tuttavia i ricercatori presenti hanno lamentato la lungaggine delle procedure e chiesto la pubblicazione dei nomi e qualifica dei revisori, della cui competenza spesso si dubita. L&#8217;oratore ha posto l&#8217;enfasi sul ruolo di terzietà che devono avere gli organi preposti al benessere animale (Opba), in quanto organi previsti dalla legge e come primo stadio di verifica d&#8217;aderenza alla legge dei progetti da presentare, stadio che influenza la successiva valutazione.</p>
<p>Sul decreto del ministero della Salute relativo alla formazione del personale che opera nella sperimentazione animale dovranno esprimersi Conferenza dei Rettori, Miur, e Conferenza Stato-Regioni! Gli esperti formati potranno operare nei Paesi Eu. Vengono stabiliti i criteri per l&#8217;accreditamento dei corsi di formazione. Tutto a costo zero, poichè né il Ministero della Sanità, né il Miur hanno messo a disposizione risorse per la formazione, che sarà lasciata alle Università, e ad altri enti da accreditare.</p>
<p>A tal riguardo, Paolo De Girolamo (Università Federico II di Napoli) ha offerto un quadro sulle attività formative in atto nelle Università, cioè due Scuole di specializzazione in Scienza degli animali da laboratorio (Facoltà di Veterinaria, Università Federico II di Napoli e Statale di Milano), corsi di perfezionamento svolti in diversi Atenei, e ha invitato le Università ad istituire Corsi di Laurea triennali per formare operatori accreditati a livello EU.</p>
<p>L&#8217;uniformità dei processi formativi nei Paesi dell&#8217;eurozona è stata al centro dell&#8217;intervento di Jan Van Der Valk (Piattaforma EU per la formazione), che ha illustrato la loro eterogeneità e la necessità di identificare dei core curricula comuni.</p>
<p>Infine, ampio spazio è stato dedicato ai cosiddetti “metodi alternativi” alla sperimentazione animale. Arti Ahluwalia (Università di Pisa) ha presentato interessanti studi di biotecnologia cellulare e di approcci integrati miranti alla modellizzazione di organi (organoidi) e apparati ed alla loro interazione. Approcci ancora lontani dal costituire modelli alternativi alla sperimentazione animale nella della ricerca di base. Di questa non si occupa il Centro Europeo per la Validazione dei Metodi Alternativi (ECVAM), come ribadito dalla sua rappresentante Elisabeth Bergren, che si è limitata a confermare come questi metodi siano pochi(1), riguardino solo tossicologia e controlli di qualità, e non ha saputo illustrare il loro contributo alla riduzione del numero degli animali. Nulla è stato detto sul loro costo, a fronte dei miliardi di Euro investi dall&#8217;EU sull&#8217;ECVAM, dal momento della sua creazione.</p>
<p>La valanga di euro destinata allo sviluppo dei metodi alternativi nell&#8217;Eurozona è stata illustrata puntualmente da Gianni Dal Negro (GlaxoSmithKline), che ha presentato in maniera analitica i diversi progetti europei con relativi fondi assegnati, le molteplici compartecipazioni dell&#8217;industria farmaceutica e cosmetica. “Cifre a otto zeri”, nelle parole del relatore, che chiarisce come eventuali sviluppi non riguardino, comunque, la ricerca di base.</p>
<p>In Italia i fondi da destinare alla ricerca di quest&#8217;isola che non c&#8217;è e alla formazione di chi la cerca sono addirittura previsti dal DL 26/2014 (2), 1 milione di euro l&#8217;anno per il periodo 2014-16. Aspettiamo un accurato resoconto sui risultati ottenuti, sulla destinazione delle risorse e sui criteri di selezione delle linee di ricerca perseguite.</p>
<p>Ricordiamo che Science (2) ha appena pubblicato una ricerca su una piattaforma di vaccini che rendono immuni le scimmie dal virus Zika, aprendo le porte alla sperimentazione sull&#8217;uomo. Risultato ottenuto in un tempo brevissimo dall&#8217;apparizione dell&#8217;epidemia ancora in corso nelle Americhe. Chiediamo ai lettori: dareste al vostro bimbo un vaccino testato solo su culture cellulari?</p>
<p>(1) Tracking System for Alternative methods towards Regulatory acceptance.<br />
(2) DL 26/2014, art 41<br />
(3) Science 353 (6304), 1129-1132, 2016.</p>
<p style="text-align: right"><em>Fonte: Roberto Caminiti, <a href="http://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/medicina-e-ricerca/2016-10-06/tutela-animale-ricerca-e-l-isola-che-non-c-e-metodi-alternativi--110254.php?uuid=ADO5nEXB" target="_blank">IlSole24h</a></em></p>
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		<title>Sperimentazione animale, Italia messa in mora da Bruxelles</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2016 10:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe De Salvin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>L’Italia ha normative troppo stringenti sulla sperimentazione animale. Lo dice Bruxelles che ha avviato una nuova procedura di infrazione contro l&#8217;Italia. Roma è stata infatti messa in mora, il primo stadio della procedura di infrazione, perché la legge italiana, in particolare il decreto legislativo 26/2014, pone delle limitazioni eccessive all&#8217;utilizzo degli animali per scopi scientifici, [&#8230;]</p><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it/sperimentazione-animale-italia-messa-mora-da-bruxelles/">Sperimentazione animale, Italia messa in mora da Bruxelles</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it">Salva la Sperimentazione Animale - Ricerca Scientifica</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>L’Italia ha normative troppo stringenti sulla sperimentazione animale. Lo dice Bruxelles che ha avviato una nuova procedura di infrazione contro l&#8217;Italia. Roma è stata infatti messa in mora, il primo stadio della procedura di infrazione, perché la legge italiana, in particolare il decreto legislativo 26/2014, pone delle limitazioni eccessive all&#8217;utilizzo degli animali per scopi scientifici, rispetto a quanto viene consentito dalla direttiva 2010/63/Eu.</p>
<p>Le limitazioni, molto stringenti, sono state segnalate più volte alla Commissione dagli enti di ricerca italiani, che, a causa delle restrizioni della legge, sono penalizzati rispetto agli enti di ricerca basati in altri Stati membri, dove i limiti alla sperimentazione sugli animali sono più ampi.</p>
<p>Nel Dlgs italiano ci sono infatti paletti aggiuntivi per i ricercatori: tra questi, il divieto di xenotrapianti, cioè il trapianto tra organi di specie diverse, e di test sulle sostanze d&#8217;abuso, il divieto di esperimenti e procedure che non prevedono anestesia o analgesia e di quelli condotti su cani, gatti e primati non umani e l&#8217;orientamento della ricerca all&#8217;impiego di metodi alternativi. Paletti che secondo numerosi rappresentanti del mondo scientifico avrebbero avuto la capacità di bloccare gran parte degli studi di biomedicina e farmacologia.</p>
<p>Per le ricerche su xenotrapianti e sostanze d&#8217;abuso, il Dlgs prevede una moratoria fino al primo gennaio 2017, condizionata a un monitoraggio che gli istituti zooprofilattici di Lombardia ed Emilia Romagna dovranno effettuare entro il 30 giugno 2016 «sulla effettiva disponibilità di metodi alternativi». Dunque un divieto basato su un punto interrogativo.</p>
<p>La politica finora ha evitato di risolvere la questione, che suscita reazioni forti in larga parte dell&#8217;opinione pubblica, ma ora sarà costretta a farlo, se vuole evitare sanzioni.</p>
<p>Per risolvere la procedura ora sarà necessario rendere pienamente conforme l&#8217;ambito di applicazione della legge italiana con quanto previsto dalla direttiva Ue. La procedura di infrazione è regolata dall&#8217;articolo 258 del trattato sul funzionamento dell&#8217;Ue, che conferisce alla Commissione, custode dei trattati, il potere di agire in giudizio contro lo Stato membro che non rispetti gli obblighi derivanti dal diritto dell&#8217;Unione.</p>
<p>Positivi i commenti della presidente della Commissione Sanità del Senato, Emilia Grazia De Biasi, che proprio ieri agli Stati generali della ricerca sanitaria ha denunciato questo «vulnus» della normativa italiana. «Non posso che esprimere la speranza che l&#8217;Italia si adegui finalmente alle regole europee &#8211; sottolinea la senatrice &#8211; poiché la moratoria in atto non ha riscontro in nessun paese d&#8217;Europa. Mi auguro che la risposta alla procedura di infrazione della Ue arrivi rapidamente e così riconosca il giusto ruolo alla ricerca e ai ricercatori italiani fin troppo penalizzati da regole che non hanno più senso». Si tratta, puntualizza la senatrice, di «un tema centrale per l&#8217;Italia come ho avuto modo di dire più volte e di rimarcare anche ieri agli Stati generali della Ricerca». Insomma, conclude De Biasi, «i nuovi cospicui finanziamenti previsti e nuove regole sono una grande occasione per il Paese, per la ricerca e, in particolare quella biomedica, per riallacciare il rapporto fra istituzioni, scienza e innovazione».</p>
<p>Senatrice e farmacologa Elena Cattaneo: «Un’opportunità per il Paese»<br />
Per il mondo della scienza si tratta di una grande chance per invertire la rotta. «La notizia della messa in mora dell&#8217;Italia da parte della Commissione europea rispetto al decreto legislativo 26/2014 &#8211; spiega la senatrice a vita e farmacologa Elena Cattaneo - è una opportunità per il Paese, Governo e Parlamento in primis, perché si riporti a razionalità la disciplina della sperimentazione animale in Italia».</p>
<p>Da tempo gli scienziati si battono per l’abolizione dei paletti e attendevano da tempo che la Commissione europea battesse un colpo. «Che vi fossero limiti impropri nella legge approvata &#8211; afferma la scienziata in una nota &#8211; era tanto palese che già la Commissione Sanità del Senato chiedeva al Governo di valutare attentamente &#8211; prima di emanare quel decreto legislativo &#8211; se i divieti previsti fossero conformi all&#8217;articolo 2 della direttiva e, quindi, agli articoli 76 e 117, comma primo della Costituzione, dal momento che sembravano costituire normative più restrittive rispetto alla direttiva, introdotte successivamente alla data del 9 novembre 2010». Per la senatrice Cattaneo, «quel che la Commissione Sanità esprimeva con formula dubitativa è di una evidenza solare, tanto da essere stato segnalato &#8211; spiega &#8211; alla Commissione europea da decine di scienziati e cittadini, iniziative che hanno portato alla scelta doverosa di oggi dell&#8217;Unione europea. Per scongiurare sul nascere ogni ipotesi di ulteriore condanna dell&#8217;Italia in sede europea, il Parlamento italiano ha l&#8217;opportunità, nella Legge europea 2015 in discussione, strumento legislativo annuale salva-infrazioni, di approvare un emendamento che elimini i divieti illegittimi contestati. È doveroso farlo prima ancora che per ragioni legali, per consentire ai ricercatori italiani &#8211; sottolinea &#8211; di competere con pari possibilità e dignità con i colleghi europei. Ed è doveroso farlo per una libera ricerca che studia ogni giorno per dare nuove opportunità di cura e conoscenza».</p>
<p>Silvio Garattini (Irccs Mario Negri): «La legge va cambiata al più presto perché ci penalizza»<br />
Anche per Silvio Garattini, direttore dell&#8217;Irccs Istituto farmacologico Mario Negri di Milano, la legge italiana che impone alla sperimentazione animale paletti troppo severi «va cambiata al più presto, perché come abbiamo spiegato più volte fa male alla nostra ricerca. Ci mette in una condizione di difficoltà a collaborare con gruppi stranieri e a presentare domande per ottenere fondi, impedendoci quindi di essere competitivi con gli altri Paesi».</p>
<p>«È successo quello che noi scienziati avevamo previsto. L&#8217;articolo 2 della direttiva europea in materia &#8211; afferma Garattini &#8211; dice che le legislazioni dei Paesi membri non possono essere più restrittive rispetto alla direttiva stessa, invece la normativa italiana lo è». La direttiva 2010/63/Eu «vuole infatti fare in modo che nei vari Paesi vi sia pari opportunità di ricerca», mentre per il farmacologo il decreto legislativo 26/2014 varato dall&#8217;Italia va nella direzione opposta. «Si parla tanto di ricerca, di volerla promuovere e potenziare &#8211; incalza Garattini &#8211; ma poi si mettono mille barriere come questa, che di fatto rappresentano un ostacolo alla nostra competitività a livello internazionale». «In passato abbiamo più volte segnalato al ministero della Salute la necessità di apportare opportune correzioni alla legge italiana», ricorda Garattini che con il Gruppo 2003 è sempre stato in prima linea in questa battaglia. «Ora torniamo a chiederlo: non possiamo che sperare vivamente che la legge venga cambiata al più presto, così da riprendere subito un cammino scientifico il più possibile in armonia con gli altri Paesi». Fra l&#8217;altro, conclude lo scienziato, «mi sembrerebbe molto strano se con le difficoltà economiche che abbiamo ci dovessimo trovare anche a pagare infrazioni».</p>
<p>Istituto Luca Coscioni: «logico epilogo di un percorso animato da un ambientalismo demagogico»<br />
«Non sorprende e lo si dice con amarezza &#8211; spiega Maria Antonietta Farina Coscioni, presidente dell&#8217;Istituto Luca Coscioni &#8211; che la Commissione europea abbia avviato una procedura d&#8217;infrazione (ora certa) nei confronti dell&#8217;Italia per quel che attiene le eccessive limitazioni alla ricerca scientifica frapposte da una irragionevole legge con assurdi divieti nel campo della sperimentazione animale. È il logico epilogo di un percorso caratterizzato e animato da un ambientalismo demagogico che ha condizionato e condiziona il legislatore italiano. Si sono varate leggi e normative sull&#8217;ondata di intimidatorie e falsificanti campagne di stampa; si fa ricorso a terminologie fuorvianti (in Italia la vivisezione è vietata, e tuttavia i ricercatori sono accusati di praticarla); non si dà alcun ascolto e credito alla comunità scientifica, cosicchè i nostri scienziati e ricercatori spesso sono costretti a “emigrare” per poter fare il loro lavoro. Ora la parola spetta al Governo, al Parlamento. E non faremo mancare, come “Istituto Luca Coscioni” il nostro sostegno e apporto per una responsabile libertà di ricerca».</p>
<p>Animalisti sul piede di guerra<br />
Sul piede di guerra le asssociazini animaliste, Lav in testa. «Supporteremo il Governo italiano &#8211; spiega il presidente Gianluca Felicetti - nella difesa del decreto legislativo 26/2014, contestato perché più restrittivo rispetto alla Direttiva europea».</p>
<p>«Se l&#8217;Ue avesse voluto una normativa identica in tutti i Paesi, avrebbe avuto dovuto emanare un Regolamento &#8211; sottolinea Felicetti &#8211; Invece in questo caso si tratta di una direttiva che, quindi, dà modo a ogni Stato membro di poter essere più restrittivo, anche in ossequio al art.13 del Trattato di Lisbona che ha inserito la tutela degli animali come esseri senzienti».</p>
<p>L&#8217;Italia aveva già fissato, nella precedente legge, delle restrizioni relative alla sperimentazione animale e le ha previste anche in questo decreto legislativo. In particolare: divieto di allevare cani, gatti e primati a fine di sperimentazione; limitazioni che riguardano l&#8217;utilizzo di animali per sperimentare alcol, droghe e tabacco; impossibilità di riutilizzare un animale già usato per sperimentazioni gravi; divieto di fare ricorso, per la sperimentazione, a cani e gatti randagi. Quest&#8217;ultimo aspetto «è stato rilevato dalla Commissione come una delle difformità (per noi in positivo) della legge italiana rispetto alla direttiva Ue che invece, scandalosamente, prevede invece la possibilità di questo utilizzo, a cui l&#8217;Italia ha detto `no´ dal 1992», aggiunge Felicetti. «Noi &#8211; sottolinea il presidente della Lav &#8211; forniremo al ministro Lorenzin la memoria giuridica che abbiamo preparato con il contributo di docenti di diritto europeo di diverse università italiane, convinti che il Governo voglia difendere il provvedimento in ogni maniera a Bruxelles e che il nostro ministro della Salute non voglia essere ricordato come il ministro che si è piegato a una comunicazione di messa in mora», che peraltro questa volta non giunge «per violazioni in negativo o ritardi, ma per una normativa approvata dalla larga maggioranza del Parlamento e varata da questo Governo».</p>
<p style="text-align: right"><em>Fonte:  Ro. M.,</em> <a href="http://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/europa-e-mondo/2016-04-28/sperimentazione-animale-italia-messa-mora-bruxelles-145111.php?uuid=AC11ePHD" target="_blank">Sanità 24</a></p>
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		<title>Sperimentazione animale, il flop di «Stop vivisection» all’Europarlamento</title>
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		<pubDate>Thu, 28 May 2015 07:45:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Promotori</dc:creator>
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		<category><![CDATA[animal research]]></category>
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		<description><![CDATA[<p>Il trattato dell&#8217;Unione europea, per dar voce ai popoli, prevede che cittadini dei paesi Ue possano chiedere di abolire una direttiva Ue la sua applicazione nei paesi che l&#8217;abbiano recepita. A partire dal 2102, le associazioni animaliste europee hanno iniziato la raccolta del milione di firme necessario per chiedere l&#8217;abolizione della Direttiva EU 96/2010 sulla [&#8230;]</p><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it/sperimentazione-animale-stop-vivisection/">Sperimentazione animale, il flop di «Stop vivisection» all’Europarlamento</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it">Salva la Sperimentazione Animale - Ricerca Scientifica</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Il trattato dell&#8217;Unione europea, per dar voce ai popoli, prevede che cittadini dei paesi Ue possano chiedere di abolire una direttiva Ue la sua applicazione nei paesi che l&#8217;abbiano recepita. A partire dal 2102, le associazioni animaliste europee hanno iniziato la raccolta del milione di firme necessario per chiedere l&#8217;abolizione della Direttiva EU 96/2010 sulla protezione degli animali utilizzati nella ricerca scientifica, la proibizione totale di tale pratica, e la sua sostituzione con “metodi alternativi”, che sempre più appaiono come l&#8217;isola che non c&#8217;è.</p>
<p>La direttiva tende ad armonizzare nei Paesi membri le procedure legate alla sperimentazione sugli animali e mette il benessere animale al centro dell’intero impianto normativo. E&#8217; un discreto compromesso, accettato responsabilmente dal mondo della ricerca, nonostante imponga limiti che appaiono arbitrari e contraddittori, in quanto penalizzanti per la libertà della ricerca e la terapia medica, e anche contrari al benessere degli animali stessi, se solo si consideri che i risultati della sperimentazione animale sono indispensabili anche per sviluppare farmaci e cure per gli animali.</p>
<p>A meno che in futuro non si vogliano usare gli essere umani per curare i cani, o per rendere mansueti gli irrequieti gatti londinesi, rei di uccidere ogni anno più topi di quanti ne utilizzi la ricerca scientifica. In fondo, “non vi sono basi razionali per dire che un essere umano ha diritti speciali, un ratto è un maiale, è un cane, è un bambino, sono tutti animali” (Peoples for the Ethical Treatment of Animals, PETA).</p>
<p>L&#8217;11 maggio si è svolta all<a href="http://www.europarl.europa.eu/news/en/news-room/content/20150507IPR53142/html/AGRI-ENVI-ITRE-PETI-11052015-15.00-18.30?utm_content=buffer9cd4e&amp;utm_medium=social&amp;utm_source=twitter.com&amp;utm_campaign=buffer" target="_blank">’Europarlamento l&#8217;udienza pubblica</a> per discutere l&#8217;iniziativa “popolare” chiamata Stop Vivisection. E&#8217; utile specificare che il termine vivisezione si riferisce alla dissezione praticata su animali (mammiferi, uccelli, rettili, anfibi, pesci) vivi e non anestetizzati, quindi svegli. Si tratta di una pratica estranea alla ricerca di base nelle scienze fisiologhe e mediche, vietata in Italia e nel mondo e, nonostante ciò, continuamente rievocata dagli animalisti e dai media più incolti per far leva sull&#8217;emotività della pubblica opinione.</p>
<p>Al Parlamento Ue, i proponenti del referendum hanno esposto le loro meste ragioni in un aula semivuota. <a href="http://www.nature.com/news/challenging-times-1.17521" target="_blank">Ed è stato subito flop</a>. Innanzitutto per l&#8217;inconsistenza delle argomentazioni presentate: i modelli animali non hanno alcun valore predittivo per la patologia umana, gran parte dei farmaci testati sugli animali non entrano in commercio (immaginate se fossero stati “testati” direttamente sull&#8217;uomo!), l&#8217;aumento delle malattie degenerative e dei tumori giovanili in Europa è dovuto al fallimento della ricerca sugli animali, la sperimentazione animale non ha avuto ruolo nella diagnosi precoce e nella riduzione (54%; dati riferiti a Regno Unito e Francia) della mortalità da tumori, ed altre simili amenità.</p>
<p>Gli animalisti non sono stati in grado di spiegare, tra l&#8217;altro, come mai il 90% dei farmaci veterinari vengano dalla farmacopea umana, del tutto dipendente dalla sperimentazione animale, l&#8217;assenza di casi mortali in oltre 700 trials clinici di fase 1 per farmaci sviluppati grazie alla sperimentazione animale, o come il trattamento immunitario in macachi affetti da Ebola stia salvando la vita di intere popolazioni di gorilla colpiti in natura da questa devastante malattia, aprendo la via al trattamento nell&#8217;uomo.</p>
<p>Al di là degli aspetti applicativi, Stop Vivisection disconosce che tutte le fondamentali ricerche sulla comprensione della fisiologia degli esseri viventi vengono dall&#8217;uso degli animali. E&#8217; grazie ad essa che nell&#8217;800, François Magendie (1783-1855) e, soprattutto, il suo allievo Claude Bernard (1813-1878), fondano la fisiologia sperimentale, quindi le basi della medicina moderna</p>
<p>Françoise Barré-Sinoussi nel 2008 è stata insignita del premio Nobel per la Fisiologia e la Medicina, assieme a Luc Montagnier per gli studi su virus dell&#8217;Hiv e genesi dell&#8217;Aids, e ad Harald zur Hausen, che ha dimostrato come il papilloma virus umano (Hpv) sia responsabile di oltre l&#8217;80% dei tumori della cervice dell&#8217;utero.</p>
<p>La Barré-Sinoussi non ha avuto difficoltà a spiegare gli ormai innumerevoli successi della medicina dovuti alla sperimentazione animale. Forse più importante, ha anche spiegato come iniziali insuccessi, ad esempio nella lotta all&#8217;Aids, fossero dovuti all&#8217;uso di modelli non adeguati che, opportunamente modificati, hanno consentito lo viluppo dei farmaci che hanno azzerato la mortalità da Aids. E&#8217; naturale che la scienza proceda per ipotesi e verifiche, che spesso portano a iniziali insuccessi, e di questi non sono certo imputabili i ricercatori, ha concluso la Barré-Sinoussi.</p>
<p><a href="http://news.sciencemag.org/europe/2015/05/nobel-laureates-defend-e-u-animal-research-rules-against-citizens-proposal?utm_campaign=email-news-weekly&amp;utm_src=email)" target="_blank">Sedici Premi Nobel hanno firmato, assieme a 150 organizzazioni internazionali, una petizione contro Stop Vivisection e a favore della sperimentazione animale</a>, consapevoli che questa abbia sotteso quasi tutti i Nobel per la Fisiologia e la Medicina, inclusi i tre del 2014.</p>
<p>Tra i cittadini dei 26 Paesi Ue che hanno partecipato, l&#8217;Italia si è “distinta” per aver contribuito in maniera significativa al raggiungimento del quorum per indire Stop Vivisection. Le argomentazioni presentate a Bruxelles a favore dell&#8217;abolizione della sperimentazione animale, come le mozioni avanzate in medesima direzione al Senato italiano una settimana prima, fanno parte dell&#8217;agire di un movimento che ha il pensiero corto, perché incapace di confrontarsi con la complessità della moderna biologia da un lato, e con l&#8217;evoluzione e trasformazione delle patologie umane e animali dall&#8217;altro. Un movimento, soprattutto, incapace di offrire risposte serie ai drammatici problemi individuali e sociali che la malattia impone.</p>
<p style="text-align: right">Fonte: Roberto Caminiti, <em><a title="Sanità 24h" href="http://www.sanita24.ilsole24ore.com/art/europa-e-mondo/2015-05-25/sperimentazione-animale-flop-stop-vivisection-all-europarlamento-104826.php?uuid=ABSZ05lD" target="_blank">Sanità 24h</a></em></p>
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		<title>Due vaccini contro Ebola. Quando la sperimentazione animale serve</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2015 09:23:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Promotori</dc:creator>
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		<category><![CDATA[africa]]></category>
		<category><![CDATA[ebola]]></category>
		<category><![CDATA[sperimentazione animale]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>La notizia buona è che possiamo fermare Ebola. La notizia meno buona è che stiamo parlando di scimmie. Un gruppo di ricerca dell’Università del Texas è infatti riuscito a mettere a punto, non uno, ma addirittura due vaccini in grado di bloccare rapidamente, e con una sola dose, l’infezione da ceppo Makona, la versione più [&#8230;]</p><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it/due-vaccini-contro-ebola/">Due vaccini contro Ebola. Quando la sperimentazione animale serve</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it">Salva la Sperimentazione Animale - Ricerca Scientifica</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>La notizia buona è che possiamo fermare Ebola. La notizia meno buona è che stiamo parlando di scimmie. Un gruppo di ricerca dell’Università del Texas è infatti riuscito a mettere a punto, non uno, ma addirittura due vaccini in grado di bloccare rapidamente, e con una sola dose, l’infezione da ceppo Makona, la versione più letale del virus che nell’Africa occidentale ha già provocato in un solo anno quasi diecimila decessi. Non è la prima volta che un vaccino riesce a ridurre la quantità di virus Ebola presente nel sangue di un primate non umano, ma nessuno aveva mostrato finora una efficacia così evidente contro il ceppo Makona.</p>
<p>Il test dei due vaccini, definiti di seconda generazione, è stato condotto su dieci macachi della specie Rhesus, di cui soltanto otto vaccinati con uno dei due preparati. Dopo 28 giorni dalla vaccinazione, tutti gli animali sono stati esposti al ceppo Macona del virus Ebola. I macachi non vaccinati sono entrambi deceduti nel giro di otto giorni, mentre nessuno degli animali trattati ha mostrato segni evidenti di malattia.</p>
<p>Non è detto, ovviamente, che i due vaccini testati sui macachi si rivelino efficaci anche sugli esseri umani, ma la ricerca di Thomas W. Geisbert e colleghi, descritta nell’ultimo numero della rivista Nature, potrebbe a questo punto indicare il filone più interessante da seguire per lo sviluppo di vaccini in grado di proteggere la popolazione dell’Africa occidentale da quella che, al momento, sembra una epidemia impossibile da combattere e difficile da contenere.</p>
<p>Quello che lo studio non dice, ma su cui varrebbe la pena riflettere, è il ruolo della sperimentazione animale nella ricerca scientifica. Può disturbarci o meno, ma senza i test sui macachi Rhesus il team di Geisbert non sarebbe mai riuscito a trovare il modo di fermare, almeno nelle scimmie, un virus come Ebola. Si tratta soltanto di un primo passo, lo abbiamo detto, ma è anche l’unico in grado di portarci al secondo, passando cioè dai macachi agli esseri umani. Giusto dunque pretendere, quando si tratta di animali da laboratorio, controlli, trasparenza e il rispetto, rigoroso, di protocolli internazionali che già esistono. Ma altrettanto giusto evitare di confondere l’abuso inaccettabile con l’uso indispensabile. A quale categoria appartengono le scimmie del Texas? In Sierra Leone sanno tutti cosa rispondere.</p>
<p style="text-align: right">Fonte: Luca Landò, <em><a title="Treccani" href="http://www.treccani.it/magazine/scienze/Due_vaccini_contro_Ebola.html#" target="_blank">Treccani<br />
</a></em>Fonte immagine: <em>Treccani</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sperimentazioni animali, ricercatori della Sapienza sotto attacco</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Feb 2015 18:21:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Promotori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Care Colleghe e Colleghi, Care Studentesse e Studenti Il 18 dicembre 2014 Striscia la notizia, utilizzando immagini girate in maniera illegale presso i nostri stabulari, ha mandato in onda un servizio volto a suscitare nella pubblica opinione una campagna di condanna dell&#8217;attività scientifica del Laboratorio di Neurofisiologia del Comportamento, presso il Dipartimento di Fisiologia e [&#8230;]</p><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it/sperimentazioni-animali-ricercatori-della-sapienza-sotto-attacco/">Sperimentazioni animali, ricercatori della Sapienza sotto attacco</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it">Salva la Sperimentazione Animale - Ricerca Scientifica</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Care Colleghe e Colleghi,<br />
Care Studentesse e Studenti</p>
<p>Il 18 dicembre 2014 Striscia la notizia, utilizzando immagini girate in maniera illegale presso i nostri stabulari, ha mandato in onda un servizio volto a suscitare nella pubblica opinione una campagna di condanna dell&#8217;attività scientifica del Laboratorio di Neurofisiologia del Comportamento, presso il Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia del nostro Ateneo, dove io e altri docenti espletiamo la nostra attività scientifica, iniziata nell&#8217;ormai lontano 1985.</p>
<p>In risposta all&#8217;accusa di crudeltà sugli animali, come atto di assoluta trasparenza della ricerca nei confronti della pubblica opinione, ho diffuso in rete una risposta argomentata, in cui viene mostrato e commentato tutto quello che si fa nei nostri laboratori, grazie a molteplici progetti finanziati dal Miur e dalla Ue, e in base a protocolli sperimentali regolarmente autorizzati dal Ministero della Salute.</p>
<p>Il 23 gennaio 2015, Striscia la notizia è tornata sull&#8217;argomento, utilizzando le immagini da noi messe in rete, per sostenere, grazie all&#8217;aiuto di uno specialista di &#8220;fauna e flora&#8221; (!) che le nostre ricerche erano inutili e crudeli, laddove è unanimemente riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale che le nostre ricerche, assieme a quelle condotte in un gruppo ristretto di laboratori internazionali, hanno portato nell&#8217;uomo allo sviluppo della brain-computer interface e controllo cerebrale di protesi artificiali in pazienti con paralisi conseguenti a malattie degenerative e vascolari del sistema nervoso, così come altre e simili ricerche hanno portato allo sviluppo della deep brain stimulation nel trattamento del morbo di Parkinson.</p>
<p>Sfruttando le immagini mostrate da Striscia la notizia, il Partito animalista europeo (Pae) ha lanciato una manifestazione nazionale, per il 5 febbraio 2015, davanti al nostro Dipartimento, con il dichiarato intento di &#8220;liberare&#8221; gli animali con i quali lavoriamo, e assieme alla Lega antivivisezione (Lav) ha comunicato di aver presentato esposto alla Procura della Repubblica di Roma, per aprire un&#8217;indagine volta al sequestro degli stessi, e ad aprire un procedimento penale nei miei confronti per maltrattamento degli animali.</p>
<p>Mi rivolgo a voi, poichè convinto che abbiate in mente un Paese guidato dalla ragione, dall&#8217;impegno e dallo studio, e non mosso da spinte oscurantiste, come nel caso Stamina, che ben conoscete. E vi chiedo di difendere, con i mezzi che riterrete più opportuni, l&#8217;attività scientifica e la dignità di un Dipartimento del nostro Ateneo.</p>
<p>La mattina del 5 febbraio, camice bianco e fiore all&#8217;occhiello, io sarò davanti al mio Dipartimento a difendere e riaffermare quell&#8217;idea che ha guidato tutti noi a diventare medici e ricercatori.</p>
<p><b>Roberto Caminiti (Ordinario di Fisiologia Dipartimento di Fisiologia e Farmacologia, Sapienza Università di Roma)</b></p>
<p style="text-align: right;"><a title="Sole24Ore" href="http://www.sanita.ilsole24ore.com/art/commenti/2015-02-02/sperimentazioni-animali-ricercatori-sapienza-195044.php" target="_blank">Articolo originale su Il Sole24Ore</a></p>
</div><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it/sperimentazioni-animali-ricercatori-della-sapienza-sotto-attacco/">Sperimentazioni animali, ricercatori della Sapienza sotto attacco</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it">Salva la Sperimentazione Animale - Ricerca Scientifica</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Animali fuori dalla Costituzione</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jan 2015 00:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Promotori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Articolo di Andrea Grignolio pubblicato il 4 gennaio 2014 su il Sole24ORE. Contro la proposta di modifica dell&#8217;articolo 9. Si rimane sospesi tra lo stupore e l&#8217;incredulità di fronte alla recente&#8230; LEGGI L&#8217;ARTICOLO</p><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it/animali-fuori-dalla-costituzione/">Animali fuori dalla Costituzione</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it">Salva la Sperimentazione Animale - Ricerca Scientifica</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>Articolo di Andrea Grignolio pubblicato il 4 gennaio 2014 su il Sole24ORE.</p>
<p><strong>Contro la proposta di modifica dell&#8217;articolo 9.</strong></p>
<div title="Page 1">
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<p>Si rimane sospesi tra lo stupore e l&#8217;incredulità di fronte alla recente&#8230;<br />
<a title="Animali fuori dalla Costituzione" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it/slsa/wp-content/uploads/2015/01/IlSole24ORE-Andrea-Grignolio-su-Animali-fuori-dalla-Costituzione.pdf" target="_blank">LEGGI L&#8217;ARTICOLO</a></p>
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</div><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it/animali-fuori-dalla-costituzione/">Animali fuori dalla Costituzione</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it">Salva la Sperimentazione Animale - Ricerca Scientifica</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Sperimentazione sugli animali. Quel decreto è un pasticcio</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Mar 2014 11:00:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Promotori</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p>Articolo su &#8220;l&#8217;Unità&#8221; di Roberto Caminiti e di Maria Antonietta Coscioni sul Decreto legislativo di attuazione della direttiva europea 2010/63 sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, approvato dal Consiglio dei Ministri nella riunione del 28 febbraio 2014 a Palazzo Chigi. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo che recepisce la direttiva [&#8230;]</p><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it/sperimentazione-sugli-animali-quel-decreto-e-un-pasticcio/">Sperimentazione sugli animali. Quel decreto è un pasticcio</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it">Salva la Sperimentazione Animale - Ricerca Scientifica</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p><a href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it/slsa/wp-content/uploads/2014/03/decreto-pasticcio-Lunità.pdf">Articolo su &#8220;l&#8217;Unità&#8221; di Roberto Caminiti e di Maria Antonietta Coscioni sul Decreto legislativo di attuazione della direttiva europea 2010/63 sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici, approvato dal Consiglio dei Ministri nella riunione del 28 febbraio 2014 a Palazzo Chigi.</a></p>
<p>Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo che recepisce la direttiva europea sulla sperimentazione animale, tesa ad armonizzare le legislazioni EU su un problema economicamente ed eticamente sensibile.</p>
<p><a title="LEGGI L'ARTICOLO" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it/slsa/wp-content/uploads/2014/03/decreto-pasticcio-Lunit%C3%A0.pdf" target="_blank">LEGGI L&#8217;ARTICOLO</a></p>
</div><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it/sperimentazione-sugli-animali-quel-decreto-e-un-pasticcio/">Sperimentazione sugli animali. Quel decreto è un pasticcio</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it">Salva la Sperimentazione Animale - Ricerca Scientifica</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Decreto legislativo sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Mar 2014 08:57:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Promotori</dc:creator>
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		<category><![CDATA[decreto legislativo]]></category>
		<category><![CDATA[direttiva europa]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Decreto legislativo di attuazione della direttiva europea 2010/63 sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici  Il Consiglio dei Ministri nella riunione del 28 febbraio 2014 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha approvato il Decreto legislativo di attuazione della direttiva europea 2010/63 sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici LEGGI IL [&#8230;]</p><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it/decreto-legislativo-protezione-animali-fini-scientifici/">Decreto legislativo sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it">Salva la Sperimentazione Animale - Ricerca Scientifica</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><h3><span style="color: #0000ff;"><a title="Decreto legislativo di attuazione della direttiva europea 2010/63 sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici " href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it/slsa/wp-content/uploads/2014/03/Schema-Dlgs-Protezione-animali-utilizzati-fini-scientifici-24-febbraio-2014.pdf" target="_blank"><span style="font-size: medium; color: #0000ff;">Decreto legislativo di attuazione della direttiva europea 2010/63 sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici </span></a></span></h3>
<p>Il Consiglio dei Ministri nella riunione del 28 febbraio 2014 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha approvato il Decreto legislativo di attuazione della direttiva europea 2010/63 sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><a title="Decreto legislativo di attuazione della direttiva europea 2010/63 sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici " href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it/slsa/wp-content/uploads/2014/03/Schema-Dlgs-Protezione-animali-utilizzati-fini-scientifici-24-febbraio-2014.pdf" target="_blank"><span style="color: #0000ff;">LEGGI IL TESTO </span></a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it/decreto-legislativo-protezione-animali-fini-scientifici/">Decreto legislativo sulla protezione degli animali utilizzati a fini scientifici</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it">Salva la Sperimentazione Animale - Ricerca Scientifica</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>E.U. may punish Italy for stalemate on Animal Research</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jan 2014 19:00:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Promotori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[animal research]]></category>
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		<category><![CDATA[eu]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>&#8220;E.U. may punish Italy for stalemate on Animal Research&#8221; Articolo di Marta Paterlini su Science/AAAS 27 gennaio 2014</p><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it/e-u-may-punish-italy-stalemate-animal-research-2/">E.U. may punish Italy for stalemate on Animal Research</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it">Salva la Sperimentazione Animale - Ricerca Scientifica</a>.</p>]]></description>
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Articolo di Marta Paterlini su Science/AAAS<br />
27 gennaio 2014</p>
</div><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it/e-u-may-punish-italy-stalemate-animal-research-2/">E.U. may punish Italy for stalemate on Animal Research</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it">Salva la Sperimentazione Animale - Ricerca Scientifica</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>E.U. May Punish Italy for Stalemate on Animal Research</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Jan 2014 19:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Promotori</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[directive]]></category>
		<category><![CDATA[eu]]></category>
		<category><![CDATA[punishment]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>A legislative stalemate over animal research could become costly for Italy. On 23 January, the European Commission asked the E.U. Court of Justice to impose a fine of more than €4.5 million per month for failing to incorporate a 2010 E.U. directive on animal testing into its national laws. A new law on animal tests has been [&#8230;]</p><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it/e-u-may-punish-italy-stalemate-animal-research/">E.U. May Punish Italy for Stalemate on Animal Research</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it">Salva la Sperimentazione Animale - Ricerca Scientifica</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="pf-content"><p>A legislative stalemate over animal research could become costly for Italy. On 23 January, the <a href="http://europa.eu/rapid/press-release_IP-14-46_en.htm" target="_blank">European Commission asked the E.U. Court of Justice</a> to impose a fine of more than €4.5 million per month for failing to incorporate a 2010 E.U. directive on animal testing into its national laws. A new law on animal tests has been the subject of a fierce debate in Italy.</p>
<p><a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2010:276:0033:0079:en:PDF" target="_blank">E.U. directive 2010/63</a> aims to harmonize the protection of animals in research across the European Union and minimize their use by requiring alternatives to be used when available. All 27 E.U. member states were supposed to have “transposed” the directive in national legislation by 10 November 2012. Six other countries—Finland, Bulgaria, Hungary, Romania, the Netherlands, and Poland—have failed to do so, for various reasons. A spokesperson for the Environment Directorate-General says the commission may ask for punishment for those countries, too; their cases don&#8217;t all move at the same speed, he says. Whether a fine is actually imposed is up to the court.</p>
<p>In Italy&#8217;s case, the directive&#8217;s transposition has become entangled in a struggle over the future of animal testing in the country. A draft law that is now wending its way through the political system would put far-reaching limitations on animal testing that go well beyond those required by the European Union, and some wonder whether it is in compliance with the E.U. directive. If not, that could cause further problems for the country in the future.</p>
<p>The latest development in the political process came on the same day the commission referred Italy&#8217;s case to the court, when the Senate&#8217;s Committee on Health and Hygiene approved the current draft bill. The bill still has to go to a committee at the Chamber of Deputies before it comes back to the government for the president&#8217;s signature. Scientists say the law would damage scientific research in the country, <a href="http://news.sciencemag.org/europe/2013/12/thousands-italian-scientists-protest-strict-limits-animal-research">and they recently launched a petition in protest</a>. But the current version of the bill would postpone until 2017 three controversial bans: on drug abuse research involving animals; xenotransplantation; and breeding dogs, cats, and nonhuman primates for scientific purposes.</p>
<p>Countries are allowed to have more restrictive rules than those in the E.U. directive only if they were already in place before September 2010. This is not the case for Italy, which could expose the country to a so-called infringement procedure by the commission. Emilia Grazia De Biasi, chair of the Senate&#8217;s Health and Hygiene Committee, has asked the government to assess whether the new law would be compliant with the E.U. directive.</p>
<p>Italy should just transpose the directive without further modifications, as most countries have done, says Roberto Caminiti, a physiologist at the University of Rome La Sapienza and chair of the Committee on Animals in Research for the Federation of European Neuroscience Societies. Postponing the most controversial restrictions in the law is &#8220;a clumsy attempt to have the best of both worlds,” he says. Caminiti says Italian politicians don&#8217;t know or care enough about science to resist the animal rights movement and blames media for spreading &#8220;misinformation&#8221; about animal research.</p>
<p>Ilaria Capua, a former avian influenza researcher and now a member of the Chamber of Deputies, agrees that Italy should respect its obligations within the European Union and pass a law that is compliant with the directive. Not doing so—and incurring a fine—is &#8220;expensive nonsense,&#8221; Capua says. But Michela Kuan, a biologist and a member of the animal rights group <a href="http://www.lav.it/" target="_blank">Lega Anti Vivisezione</a> in Rome, says Italy&#8217;s problems weren&#8217;t caused by animal rights activists or the political debate, but by the animal research lobby. Kuan hopes that the 3-year delay will be taken out of the legislation.</p>
<p>27 gennaio 2014</p>
<p style="text-align: right;"><em>Fonte: Marta Paterlini,</em> <a title=" E.U. May Punish Italy for Stalemate on Animal Research" href="http://news.sciencemag.org/europe/2014/01/e.u.-may-punish-italy-stalemate-animal-research" target="_blank">Science</a></p>
</div><p>The post <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it/e-u-may-punish-italy-stalemate-animal-research/">E.U. May Punish Italy for Stalemate on Animal Research</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="http://www.salvalasperimentazioneanimale.it">Salva la Sperimentazione Animale - Ricerca Scientifica</a>.</p>]]></content:encoded>
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